Mercoledì, 26 Novembre 2014 16:04

diabete: attività fisica come una medicina!

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L'esercizio fisico

è considerato parte integrante della terapia del diabete: soprattutto nel soggetto giovane è imperativo aggiungere alla terapia insulinica l'attività muscolare, proprio per il concetto che i muscoli sono i maggiori consumatori di glucosio e quindi ne consegue l'innegabile vantaggio di poter teoricamente diminuire il dosaggio dell'ormone agendo in modo sinergico con la dieta.

L'esercizio fisico ha numerosi effetti benefici che possiamo così riassumere:

- modifica l'assetto lipidico (dei grassi) diminuendo sia il colesterolo totale sia i trigliceridi;

- controlla e riduce il peso corporeo, ovviamente in rapporto all'assunzione di alimenti;

- mobilizza il tessuto adiposo, specialmente quello viscerale, il cui eccesso è un fattore di rischio cardivascolare;

- favorisce l'utilizzo di glucosio (zuccheri) a livello muscolare;

- diminuisce i picchi degli ormoni adrenergici che hanno l'effetto di aumentare la glicemia

Il miglior schema di allenamento va personalizzato in base all'età, al sesso, al peso e all'utilizzo di insulina. In assoluto l'esercizio migliore è quello aerobico in quanto coinvolge ampie masse muscolari con una frequenza cardiaca sufficientemente elevata, ma stabile nel tempo, che fa si che l'energia provenga sia dagli zuccheri che dai grassi. Questo impedisce che si verifichino con facilità episodi di ipoglicemia, sempre possibili nel diabetico, e che quindi si debba ricorrere alla somministrazione rapida di zuccheri con alterazioni metaboliche non desiderate.

Quali sono invece i potenziali rischi dell'esercizio fisico?

Innanzitutto l'poglicemia, dovuta all'ovvio consumo dello zucchero ematico causato da un mix di carenza alimentare e di maggior disponibilità di insulina. Per prevenire l'poglicemia da esercizio fisico non è importante effettuare l'attività muscolare quando le concentrazioni glicemiche sono più elevate, ma quando le concentrazioni insuliniche sono più basse: l'attività fisica di fatto supporta il consumo dello zucchero quando l'insulina è meno disponibile. Da non dimenticare inoltre il rischio che di ipoglicemia non si esaurisce al termine del lavoro muscolare ma, dato che la sensibilità all'insulina rimane elevate nelle ore successive con interferenza nella costruzione delle scorte di glicogeno, è importante che l'alimentazione sia commisurata a queste necessità: ecco perchè è sconsigliata un'attività fisica intensa la sera tardi o dopo cena.

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