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I BENEFICI DELLA VITAMINA D

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La vitamina D è uno dei micronutrienti essenziali ed è presente in scarsa quantità negli alimenti, ma

vi è la possibilità di sopperire a queste carenze dietetiche con alimenti fortificati o integratori. La vitamina D è una vitamina liposolubile fondamentale per il metabolismo del calcio. La vitamina D3 può essere sintetizzata nella cute dell’uomo dopo esposizione ai raggi UV o può essere assunta con la dieta. Di per sé, però, la forma D3 è biologicamente inattiva e deve essere metabolizzata nelle sue forme bioattive dopo ingestione. Una volta ingerita, entra nel sistema circolatorio e raggiunge il fegato dove viene idrossilata in 25-idrossi vitamina D. Nel rene, una seconda idrossilazione forma 1,25 diidrossi vitamina D, la forma più potente di vitamina D.

Effetti biologici

Come anticipato sopra, ben noto è il ruolo nel mantenimento del bilancio del calcio al fine di un utilizzo efficiente da parte dell’organismo. E’ indispensabile al funzionamento del sistema nervoso centrale, per la crescita delle ossa e del mantenimento della loro densità. La vitamina D è poi un potente modulatore del sistema immunitario. Uno dei campi in cui la vitamina D è più studiata è quella delle patologie a carico dell’aparato scheletrico, in particolare l’osteoporosi. La carenza di tale vitamina può contribuire in modo rilevante allo sviluppo della patologia, nonostante l’osteoporosi sia una malattia multifattoriale. Un altro campo di ricerca, tra i più attuali, riguarda le attività cardioprotettive. Numerosi studi epidemiologici dimostrano come un apporto inadeguato di vitamina D si associ a un rischio cardiovascolare più elevato e a un maggior rischio di eventi coronarici come insufficienza cardiaca, infarto miocardico, ictus.

Livelli di assunzione di riferimento

Negli adulti, per entrambi i sessi, si indica un fabbisogno medio pari a 10 microgrammi al giorno e un’assunzione raccomandata di 15 microgrammi al giorno sufficienti a raggiungere le concentrazioni seriche adeguate.

Effetti della carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D ha conseguenze rilevanti sul metabolismo osseo. Stati di carenza anche lievi possono perturbare l’omeostasi del calcio e aumentare il rischio di osteoporosi e altre patologie ossee. Stati  di carenza conclamata portano, soprattutto nei bambini, a mineralizzazione ossea incompleta che determina la strutturazione delle ossa in configurazioni curve. La carenza di vitamina D sembrerebbe essere correlata anche ai dolori osteoarticolari.

I fattori che aumentano il rischio di carenza sono:

  • Neonati allattati esclusivamente al seno materno in quanto questo non contiene abbastanza vitamina D.
  • Persone con carnagione scura che a seguito dell’esposizione solare sintetizzano meno vitamina D rispetto a quelle con carnagione chiara.
  • Invecchiamento: gli anziani hanno ridotta capacità di sintetizzare vitamina D e sono più spesso al chiuso.
  • Malattie infiammatorie intestinali.
  • L’obesità aumenta il rischio di carenza di vitamina D che, una volta sintetizzata nella pelle o ingerita, è depositata nel tessuto adiposo e quindi meno biodisponibile.

Fonti alimentari

  • Olio di fegato di merluzzo: viene consumato soprattutto come integratore
  • Pesci: aringa, tonno fresco, salmone
  • Tuorlo d’uovo
  • Formaggi grassi e pecorino: la vitamina D è presente ma in scarsa quantità
  • Prodotti lattiero-caseari arricchiti di vitamina D e calcio

Se volete saperne di più o volete una consulenza con il dott. Bergomi non esitate a contattarci tramite il form qui a fianco.

Alla prossima!

Dott. Williams Bergomi - Biologo Nutrizionista

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